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VERO AFFARE – RISTRUTTURATO A NUOVO

  • VERO AFFARE RISTRUTTURATO A NUOVO
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VERO AFFARE – RISTRUTTURATO A NUOVO
Nella bella piazzetta del paese con vista da cartolina sulle colline del Monferrato, zona diventata patrimonio del Unesco

Appartamento completamente ristrutturato così composto: P.T. ampio soggiorno, cucina abitabile, studio, bagno, posto auto, al piano superiore N.2 camere letto, bagno e balcone.

Castagnole Monferrato si trova nel basso Monferrato in posizione centrale tra Asti (14 km), Casale Monferrato (30 km) ed Alessandria (30 km). È ubicato su un crinale che segna il confine tra il Monferrato astigiano e quello casalese, ad un’altezza di circa 200 metri sul livello del mare. È circondato da colline .

Il Paese di Castagnole Monferrato si trova nel Basso Monferrato in posizione baricentrica tra Asti (Km. 14), Casale (Km. 20), ed Alessandria (Km.25), ubicato su un crinale ad un’altezza di circa 200 mt sul livello del mare.Richiama nel nome i boschi di castagni che un tempo ricoprivano le colline del suo territorio.Immerso nell’armonia dei suoi colli, il centro abitato di Castagnole Monferrato si presenta come un borgo seppur prevalentemente agricolo, con edifici di notevole bellezza e scorci caratteristici.

Castagnole Monferrato è conosciuto nel mondo per il suo Ruché, definito il fiore all’occhiello della vitivinicoltura astigiana.

‘Se a Castagnole Monferrato qualcuno vi offre il Ruchè è perché ha piacere di voi…’

  • Il paesaggio
    “Ivi non monti, ma bei colli et culti,
    fertili, aprici sono et ben distinti,
    l’aratro patienti, ornati et fulti
    de vite et de fructifer arbor cinti.
    Sì che per lor beltade han dicto multi
    da Dio e da Natura esser depinti.
    A piè dei colli son valli et belli
    et verdi prati et placidi ruscelli.
    Sì che qualunque ben misura et vede
    di questa patria ogni suo colle et piano
    dirà di Vener bella esser la sede
    et quella coltivar con propria mano.
    Et chi ben pensa a quello che possiede
    il qual è necessario al victo umano
    dirallo esser di Bacco albergo fido
    et di Cerer verace ostello, e nido.”
    Con queste parole il casalese Galeotto del Carretto, non disprezzabile poeta del Rinascimento, delineava nel 1493 il ritratto di un paesaggio che incarna tuttora l’essenza stessa del Monferrato. Colline, innanzitutto, segnate dall’attività e dalla presenza dell’uomo in maniera profonda ma armoniosa. Cerere e Bacco, i campi e la vigna, oggi come cinque secoli fa si alternano senza mai prendere il sopravvento. Contrariamente all’Astesana o a certe zone delle Langhe, quest’area non ha conosciuto la fittissima dispersione dell’insediamento rurale; per ragioni storiche, economiche e sociologiche i paesi sono rimasti accentrati, mentre le abitazioni contadine sono prevalentemente organizzate in piccole frazioni compatte o in vaste ma ben distanziate “cascine” plurifamigliari. Il territorio ha così potuto conservare un’integrità ambientale che in molte sue parti raggiunge un’inimitabile perfezione, complice anche la levigata dolcezza dei rilievi collinari e l’alternanza quasi costante della vigna al campo, al prato, alla macchia di vegetazione spontanea che colonizza i versanti più impervi o gli scoscendimenti delle ripe. Si può ben capire come il solito Giosuè Carducci, formidabile coniatore di slogan che ancora oggi fanno la gioia degli assessorati al turismo, avesse definito queste terre “..una Toscana senza cipressi”.(da un testo di Gianluigi Bera)